
— Non ho neppure la più vaga idea di che cosa state parlando — replicò Carr. — Cosa sono io?
La ragazza esitò.
— Ditemelo — la sollecitò lui.
La ragazza scosse la testa. — Se davvero non lo sapete, non sono sicura di dovervelo dire. Fintanto che non lo sapete, siete al sicuro. Relativamente al sicuro, s’intende. Se avessi avuto l’opportunità di non saperlo so quale scelta avrei fatto. Per lo meno, so come sceglierei adesso. Oh, Dio, sì.
Carr cominciava a sentirsi come il protagonista di quella storiella in cui un tizio si vede porgere da una bella donna un biglietto scritto in francese e che nessuno gli traduce. — Per favore smettetela di comportarvi da isterica — esclamò. — Cos’ho io di così importante? Qualcosa che non so sulle mie origini, il mio ambiente… O la mia razza? Le mie tendenze politiche? Il mio tipo psicologico? La mia vita amorosa?
— Ma se non lo sapete — proseguì lei, ignorando le sue domande — e se non ve lo dicessi, allora vi lascerei correre un rischio… così, alla cieca. Non così grosso ma… terribile. E con loro così vicini e forse già insospettiti… Oh, è così difficile decidere.
— Mi stanno assassinando!
Carr si girò di scatto. La signorina Zabel lo gratificò d’uno sguardo angosciato, lasciò cadere la scheda di una domanda d’impiego nel cestino di fil di ferro e si allontanò ancheggiando. Carr scrutò la scheda. Non era la scheda d’una ragazza. Diceva: “Jimmie Kozacs, maschio. Anni 43”.
Fu conscio che la ragazza spaventata stava studiando di nuovo il suo viso come se si vedesse qualcosa che prima le era sfuggita. Questo lo disorientò ancora di più.
— Forse non lo siete stato fino a oggi — disse più a se stessa che a lui. — E questo spiegherebbe la vostra ignoranza. Forse è stata la mia irruzione qua dentro a causarlo. Forse sono stata io a destarvi.
Intrecciò le lunghe dita dai polpastrelli squadrati, torturandosi i palmi… e la sarcastica osservazione di Carr sul fatto che lui era stato destato fin dagli albori della sua vita morì ancora prima di nascere. — Non avrei mai pensato di far questo a qualcuno — continuò la ragazza. — Non avrei mai pensato che avrei potuto causare a qualcuno l’angoscia che lui ha causato a me! Oh, se soltanto ci fosse qualcuno con cui potessi parlare, qualcuno che potesse dirmi cosa devo fare…
