Il suo nuovo hobby era la natura, o meglio leggere libri sulla natura. Un giorno dei bambini erano venuti dal parco con scatole di latta in cui avevano messo rospi e salamandre, e le avevano mostrate con orgoglio a Ferd. Dopo di che questi aveva rallentato il lavoro sulla bicicletta da corsa rossa e ora passava il suo tempo libero sui libri di storia naturale.

— Il mimetismo! — gridò a Oscar. — Che cosa meravigliosa!

Interessato, Oscar alzò lo sguardo dai risultati del bowling sul giornale. — Ho visto l’altra sera alla tv Edie Adams che faceva l’imitazione di Marilyn Monroe. Accidenti!

Irritato Ferd scosse la testa. — Non quella specie di mimetismo. Voglio dire come gli insetti e gli aracnidi imitano la forma delle foglie e dei ramoscelli e così via, per non essere mangiati dagli uccelli, o dagli altri insetti o aracnidi.

Il viso pesante di Oscar si aggrottò incredulo. — Vuoi dire che cambiano forma? Che cosa vuoi darmi a bere?

— Oh, è vero. Però qualche volta il mimetismo serve per intenzioni aggressive, come una tartaruga del Sud Africa che sembra una roccia, così i pesci le vanno a nuotare sopra e lei li acchiappa. O quel ragno di Sumatra: quando è steso sul dorso sembra un uccello morto. In quel modo acchiappa le farfalle.


La risata di Oscar fu un fracasso incredulo e disgustato; si spense mentre egli tornava ai risultati del bowling. Si infilò una mano in tasca, la tirò fuori, si grattò distrattamente la chiazza arancione che sporgeva dalla camicia e tornò a palpare il taschino.

— Dov’è la penna? — brontolò; si alzò, andò a grandi passi nel retrobottega e incominciò ad aprire cassetti. Il suo forte “Ehi!” fece entrare nella piccola stanza anche Ferd.



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