— Nei luoghi civilizzati, peramordidio!

— Forse sono una specie differente di forma di vita. Forse ricavano il nutrimento dagli elementi che sono nell’aria. Sai che cosa sono le spille di sicurezza? Oscar, le spille di sicurezza sono le forme di pupa, e poi entrano in incubazione, in forma di larva. Che sembrano appunto degli ometti. Al tatto lo sembrano anche, ma non lo sono. Non lo sono in realtà, Oscar, non lo sono, non…

Incominciò a piangere, la faccia tra le mani. Oscar lo guardava e scuoteva la testa.

Un minuto dopo Ferd riuscì a controllarsi. Aspirò rumorosamente. — Tutte quelle biciclette che i poliziotti trovano e tengono in attesa dei proprietari, e che poi siamo noi a comprare all’asta, perché i proprietari non si fanno vedere, perché non esistono; e lo stesso tutte quelle che i ragazzini dicono di avere trovato e che cercano di venderci, e le hanno trovate davvero, perché non sono mai uscite da una fabbrica. Sono cresciute. Crescono. Tu le rompi e le butti via, e loro si rigenerano.

Oscar si rivolse a qualcuno che non c’era, scuotendo la testa. — Ragazzi — disse. Poi a Ferd: — Vuoi dire che un giorno c’è una spilla di sicurezza e il giorno dopo c’è invece un ometto?


Ferd rispose: — Un giorno c’è un bozzolo: il giorno dopo c’è una falena. Un giorno c’è un uovo: il giorno dopo c’è un pulcino. Ma le… non succede in pieno giorno, quando possiamo vedere. Ma la notte, Oscar… la notte puoi sentirlo accadere. Tutti quei piccoli rumori notturni. Oscar…

Oscar chiese: — E come mai allora non siamo pieni fin qui di biciclette? Se avessi una bicicletta per ogni ometto che…

Ma Ferd aveva riflettuto anche su questo. Se ogni uovo di merluzzo, spiegò, se tutte le ostriche nei mari fossero giunte a maturazione, un uomo avrebbe potuto attraversare a piedi l’oceano sul dorso di tutti i merluzzi e di tutte le ostriche che ci sarebbero state. Ne morivano tanti e tanti erano mangiati da animali predaci che la natura doveva produrne un massimo per permettere a un minimo di raggiungere la maturità. E la domanda di Oscar fu allora chi è che, eh, mangia, eh, gli ometti?



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