
Nessuno osava prender parte ai suoi scherzi, e ben pochi ne ridevano, ma, poiche non gli succedeva nulla, la sua fama era cresciuta enormemente.
Channis stava improvvisando le parole della sua canzoncina.
Parole senza significato che dicevano all'incirca cosi: La Seconda Fondazione/ terrorizza la Nazione/ e tutta la creazione.
Era giunto al palazzo.
L'imponente portone s'apri e lui sali sulla scala mobile.
Poi un ascensore automatico lo condusse ai piani superiori e Channis si fermo davanti alla porta che dava negli appartamenti del Mulo.
La porta si apri.
L'uomo che non aveva altro nome che il Mulo, e il cui unico titolo era quello di Primo Cittadino, guardava il panorama attraverso le pareti, opache all'esterno ma trasparenti dall'interno.
Nella luce del tramonto cominciavano a brillare le stelle che dipendevano tutte da lui.
Sorrise amaramente a quel pensiero.
Quelle stelle appartenevano a un individuo che ben pochi avevano visto! Nessun uomo avrebbe potuto guardare il Mulo senza riderne.
Quarantacinque chili distribuiti in un metro e settanta d'altezza.
Le sue costole racchiudevano una misera cassa toracica.
La sua faccia scarna aveva, all'altezza della bocca, una prominenza carnosa della lunghezza di sei centimetri.
Gli occhi soltanto non erano ridicoli.
Nella dolcezza dello sguardo, dolcezza strana per il piu grande conquistatore della Galassia, traspariva una sfumatura di tristezza.
Aveva stabilito la sua residenza su Kalgan, gaia capitale di un mondo ricco, perche l'aveva preferita alla capitale della Fondazione per la sua posizione piu centrale e strategica.
