Percorse il corridoio fino alla sua porta e aprì le tre serrature: il chiavistello, la serratura di sicurezza e la sbarra orizzontale. Pensò che avrebbe chiamato David prima di cena e si ripromise di non lamentarsi o lasciarsi prendere dall’irritazione; aveva solo bisogno di sentire la sua voce per risollevare il morale. Non le piaceva restare sola a casa la sera; avrebbe voluto che David finisse in fretta gli studi, così avrebbero potuto sposarsi e iniziare la loro vita insieme.

Aprì l’uscio con una spinta. Era quasi Pasqua, pensò. Fra poche settimane David sarebbe venuto a casa per le vacanze; sarebbero stati insieme quasi un mese intero. A quel pensiero fece un piccolo sorriso, mentre entrava nell’appartamento.

PARTE PRIMA

IL CASO DELLA VERGINE SPAGNOLA

1

Il giorno in cui Jim Bishop e la sua moto fecero il loro rombante ingresso nelle terre del Nord, c’erano più di 40 gradi. Era mezzogiorno e il sole picchiava senza pietà. Le sagome marrone delle montagne brulle si stagliavano su entrambi i lati della superstrada, il cui asfalto, all’orizzonte, pareva liquefatto dal calore.

Bishop diede gas, e l’Harley Road King toccò i centoventi all’ora, vibrando sotto di lui. Era un mezzo elegante, pensato per viaggi lunghi e confortevoli, ma Bishop era ormai distrutto. Sotto la giacca di pelle, la T-shirt grigia era nera di sudore; sotto il casco, i capelli erano fradici; gli occhiali, come il parabrezza, erano ricoperti di quelli che i motociclisti chiamano «proteina spray»: insetti spiaccicati.

Bishop lasciò la superstrada al termine della lunga vallata. Uscita per Driscoll, California, 67.000 abitanti, l’ultimo grande avamposto prima delle montagne e dei boschi.

L’Harley sembrò lamentarsi con il pilota che aveva ridotto l’andatura.



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