
Questa volta la sua attesa venne ricompensata. Christian uscì dalla casa e camminò tra gli alberi e si diresse verso il luogo in cui l’omino con gli occhiali era in attesa. Egli ammirò il modo semplice e disinvolto con cui Christian camminava. Il compositore doveva avere trent’anni, eppure c’era qualcosa di infantile nel modo in cui si guardava attorno, nel modo in cui camminava senza meta pronto a fermarsi per sfiorare con la punta delle dita (senza romperlo) un ramoscello caduto.
— Christian — disse l’omino con gli occhiali.
Christian si voltò, sorpreso. In tutti quegli anni nessun Ascoltatore gli aveva mai parlato. Era proibito. Christian conosceva la legge.
— È proibito — disse Christian.
— Ecco — disse l’omino con gli occhiali, porgendogli un piccolo oggetto nero.
— Che cos’è?
L’omino fece una smorfia. — Prendilo. Appena schiacci il bottone, suona.
— Suona?
— Musica.
Christian spalancò gli occhi. — Ma questo è proibito. Non posso permettere che la mia creatività venga inquinata dall’ascolto del lavoro di un altro musicista. Questo mi renderebbe imitativo, non sarei più originale.
— Stai recitando — disse l’ometto. — Stai solo recitando quelle parole. Questa è musica di Bach. — C’era venerazione nella sua voce.
