— È sangue — dissi io.

— Infatti. Liquido del sistema circolatorio umano.

II

Ventiquattro ore per scendere.

Passai gran parte delle prime dodici nella stanza da riposo, tentando di leggere. Non succedeva niente di significativo; solo, talvolta vedevo il fenomeno di cui aveva parlato Sonya Laskin nel suo ultimo rapporto. Quando una stella passava direttamente dietro l’invisibile BVS-1 si formava un alone. La BVS-1 era abbastanza pesante per incurvare la luce intorno a sé, spostando quasi tutte le stelle che apparivano ai lati: ma quando una passava direttamente dietro la stella di neutroni, la sua luce veniva spostata da tutte le parti nello stesso istante. Risultato: un minuscolo cerchio lampeggiava per un attimo e poi spariva, quasi prima ancora che l’occhio potesse percepirlo.

Non avevo mai saputo quasi niente sulle stelle di neutroni, fino al giorno in cui mi aveva pescato il burattinaio. Adesso ero un esperto. Ma ancora non avevo idea di quel che mi aspettava quando sarei sceso laggiù.

Tutta la materia che verosimilmente vi capiterà d’incontrare è materia normale, composta da un nucleo di protoni e neutroni, circondato da elettroni in stato di energia di quanti. Nel cuore di ogni stella c’è una seconda specie di materia: lì, infatti, la pressione enorme è sufficiente per frantumare il guscio degli elettroni. Il risultato è la materia degenerata: nuclei spinti l’uno contro l’altro dalla pressione e dalla gravità, ma tenuti separati dalla reciproca repulsione del «gas» di elettroni, più o meno continuo, che li circonda. Particolari circostanze possono creare un terzo tipo di materia.

Prendiamo: una nana bianca esaurita, con una massa superiore a 1,44 volte quella del Sole: il Limite di Chandrasekhar, dal nome di un astronomo indoamericano del millenovecento.



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