In una massa simile, la pressione degli elettroni non basterebbe, da sola, a tenere gli elettroni stessi lontani dal nucleo. Verrebbero spinti a forza contro i protoni… e formerebbero neutroni. In un’esplosione sfolgorante, gran parte della stella si trasformerebbe, da una massa compressa di materia degenerata, in un grumo compattissimo di neutroni: il neutronio, in teoria la materia più densa possibile in questo universo. Quasi tutta la materia rimanente, normale e degenerata, verrebbe scagliata lontano dal calore che si libererebbe.

Per due settimane, la stella irradierebbe raggi X, mentre la temperatura del suo nucleo scenderebbe da cinque miliardi di gradi Kelvin a cinquecento milioni. Poi sarebbe un corpo luminoso, del diametro di dieci-dodici miglia: poco meno che invisibile, insomma. Non era strano che la BVS-1 fosse la prima stella di neutroni mai scoperta.

E non è neppure strano che l’istituto della Conoscenza, su Jinx, avesse impiegato tanto tempo e tanta fatica per cercarla. Fino a che la BVS-1 non era stata scoperta, il neutronio e le stelle di neutroni erano soltanto teorie. L’esame di una vera stella di neutroni poteva essere d’importanza enorme. Le stelle di neutroni potevano offrirci la chiave per il vero controllo della gravità.

Massa di BVS-1: 1,3 volte la massa di Sol, approssimativamente.

Diametro di BVS-1 (stimato): undici miglia di neutronio, coperte da mezzo miglio di materia degenerata, coperto da circa quattro metri di materia normale.

Velocità di fuga: 130.000 miglia al secondo, approssimativamente.

Non si era saputo nient’altro della minuscola stella nera, fino a quando i Laskin andarono a vederla. Adesso l’Istituto sapeva una cosa di più. La stella ruotava.


— Una massa così enorme può distorcere lo spazio, con la sua rotazione — disse il burattinaio. — L’iperbole proiettata dall’astronave dell’Istituto era contorta su se stessa in modo che ci permette di dedurre che il periodo di rotazione della stella è di due minuti e ventisette secondi.



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