«Tieni la bocca chiusa» minacciò Piccolo Paul.

«Paul» Chett intervenne prima che il bestione se la prendesse troppo. «Quando troveranno il vecchio in una pozza di sangue con la gola tagliata, non avranno bisogno di nessun uccello per sapere che è stato ucciso.»

Piccolo Paul ci rimuginò sopra per un momento. «Questo qua è vero» concordò. «Allora me lo posso tenere io, l’uccello? A me piace quell’uccello.»

«D’accordo, è tuo» disse Chett per farlo stare zitto.

«Se ci viene fame» aggiunse Lark «possiamo sempre mangiarcelo.»

«È meglio che il mio uccello non te lo mangi.» Piccolo Paul si rabbuiò nuovamente. «Meglio di no.»

«Tenete chiuse quelle fottute bocche, tutti e due.» Chett poteva udire le loro voci dilatarsi tra gli alberi. «Abbiamo quasi raggiunto il Pugno.»

Emersero dal versante occidentale del Pugno, aggirandolo poi da sud, dove la salita era meno ardua. Ai margini dalla foresta, una dozzina di uomini veniva addestrata al tiro con l’arco. Avevano tracciato delle sagome nella corteccia degli alberi e le colpivano con le frecce.

«Guarda» disse lark «un maiale che fa l’arciere.»

Nemmeno a dirlo, il confratello nero più vicino era Messer Porcello, il grassone che aveva rubato a Chett il posto di attendente del maestro Aemon. Gli bastò vederlo per riempirsi di furore. Fare l’attendente per Aemon era stata l’occasione migliore che Chett avesse mai avuto in vita sua. L’anziano sapiente cieco chiedeva ben poco, e in ogni caso era Clydas a occuparsi pressoché di tutto. I compiti di Chett erano semplici: tenere pulita l’uccelliera, accendere qualche fuoco, portare un po’ di roba da mangiare… E maestro Aemon non lo aveva mai colpito, nemmeno una volta. “Quel sacco di lardo si crede di poter arrivare e sbattermi fuori, solo perché viene da una famiglia nobile e sa leggere e scrivere. Magari gli chiedo di leggermi il coltello prima di aprirgli la gola.”



12 из 1489