Diligentemente, il ragazzo estrasse la terza freccia dal suolo, la incoccò nell’arco lungo, tese, lanciò. Lo fece con rapidità, senza strizzare prima un occhio e poi l’altro, come aveva fatto le due volte precedenti. Il dardo centrò la sagoma tracciata con il carboncino nella zona del basso torace e rimase conficcata nel legno, vibrando.

«L’ho colpito!» Messer Porcello sembrava stupefatto. «Grenn, ma hai visto? Edd, guarda, l’ho colpito!»

«Dritto nelle costole, mi pare» rilevò Grenn.

«L’ho ucciso?» volle sapere il ragazzo.

«Gli avresti perforato un polmone.» Tollett scrollò le spalle. «Se lo avesse, un polmone. La maggior parte degli alberi non ce li ha, di regola.» Tolse l’arco di mano a Sam. «Ho visto tiri peggiori. Be’, e ne ho fatti anch’io, di peggiori.»

Messer Porcello era raggiante. A guardarlo, c’era da pensare che avesse davvero compiuto una qualche eroica impresa. Ma nel momento in cui vide Chett e i cani, il suo sorriso s’incrinò e morì con un gemito.

«È un albero che hai colpito» disse Chett. «Vedremo come lancerai contro i guerrieri di Mance. Perché loro non staranno li fermi a braccia aperte e con le foglie che stormiscono, oh, no. Ti verranno dritti contro, urlandoti in faccia, e io ci scommetto che ti piscerai nelle brache. Uno di loro verrà a piantarti l’ascia proprio in mezzo a quei tuoi occhi da scrofa. E l’ultima cosa che sentirai sarà il tonfo del ferro che ti spacca il cranio.»

Il ragazzo grasso stava tremando. «Fratello» Edd l’Addolorato pose una mano sulla spalla di Chett «solo perché è successo a te, non significa che debba succedere anche a Samwell.»

«Ma di che stai parlando, Tollett?»

«Dell’ascia che ha spaccato il tuo, di cranio. È vero che metà del tuo buonsenso è colato per terra e che poi se lo sono mangiato i cani?»

Grenn, quell’idiota grande e grosso, si mise a ridere. Perfino Samwell Tarly riuscì a tirare fuori un debole sorriso. Chett assestò un calcio al cane più vicino, diede uno strattone ai guinzagli e riprese a salire la collina. “Sorridi, Messer Porcello, sorridi pure quanto vuoi. Lo vedremo questa notte chi riderà.” Quanto avrebbe voluto avere il tempo per sgozzare anche Tollett. “Tetro idiota dal muso di cavallo che non sei altro.”



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