
«Mi chiamo Brienne, non donzella.»
«Che t’importa di come ti chiama un mostro?»
«Mi chiamo Brienne» ripeté lei, instancabile come un mastino.
«Lady Brienne?» Lei fu talmente a disagio da far percepire a Jaime l’esistenza di un punto debole. «O magari ser Brienne sarebbe più di tuo gusto?» rise. «No, temo di no. Si può addobbare una vacca da latte con pizzi, merletti e crinolina, la si può avvolgere tutta quanta nella seta, ma questo non significa che si possa cavalcarla in battaglia.»
«Cugino Jaime, per cortesia, non dovresti parlare in modo tanto volgare.» Sotto la cappa, ser Cleos indossava un farsetto istoriato con le Torri Gemelle e con il leone di Lannister. «Abbiamo molta strada da percorrere, non dovremmo litigare tra di noi.»
«Quando litigo, cugino, lo faccio con una spada. Stavo rivolgendomi alla signora. Dimmi una cosa, donzella, le donne di Tarth sono tutte scialbe come te? Se è così, compiango gli uomini. Forse, vivendo su una tetra montagna in mezzo al mare, non hanno idea di che aspetto abbia una vera donna.»
«Tarth è bellissima» grugnì Brienne tra un colpo di remi e l’altro. «L’isola di Zaffiro, la chiamano. Stai zitto, mostro, se non vuoi che ti metta un bavaglio.»
«Anche lei è volgare, non trovi, cugino?» Jaime chiese a ser Cleos. «Ma ha anche una spina dorsale d’acciaio, te lo garantisco. Non sono molti gli uomini che osano darmi del mostro.» “Per quanto, non dubito che ne parlino apertamente l’istante stesso in cui volto loro le spalle.”
Ser Cleos tossicchiò nervosamente. «Lady Brienne ha udito tali menzogne da lady Catelyn, non ne dubito. Gli Stark non possono sperare di sconfiggerti con la spada, cavaliere, quindi ti combattono con parole al veleno.»
“Invece mi hanno sconfitto con la spada, razza d’idiota senza mento.” Jaime sfoderò un sorriso pieno di sottintesi. E si potevano leggere molte cose in un sorriso così, se si era furbi abbastanza. “Che il cugino Cleos abbia davvero ingoiato questa pentola di sterco? O forse sta solo cercando di entrare nelle mie grazie? Con chi ho a che fare qui: con un onesto imbecille o con un leccaculo?”
