
Impassibile, ser Cleos andò avanti con la sua tiritera: «Colui il quale vuole credere che un confratello investito della Guardia reale sia capace di fare del male a un bimbo non conosce il significato dell’onore».
“Leccaculo.” A dire il vero, Jaime aveva finito per odiare visceralmente quel gesto avventato. In seguito, con il ragazzino Stark che rifiutava di morire, Cersei non aveva fatto altro che tormentarlo. «Aveva sette anni, Jaime. Sette anni. Se anche avesse capito quello che stavamo facendo, saremmo stati in grado di spaventarlo al punto da fargli tenere la bocca chiusa.»
«Non pensavo che tu volessi…»
«Non pensi mai, tu! Se il ragazzo dovesse svegliarsi e dire al padre quanto ha visto…»
«Se, se, se…» Lui l’aveva fatta sedere sulle proprie ginocchia. «Se si sveglierà, diremo che ha sognato, diremo che è un bugiardo, e se proprio tutto dovesse andare per il peggio, ucciderò Ned Stark.»
«Dopo di che, che cosa pensi che farà Robert?»
«Che Robert faccia come gli pare. Scenderò in guerra contro di lui, se ci sarò costretto. La “guerra per la fica di Cersei”, così la chiameranno i cantastorie.»
«Jaime, lasciami andare!» Lei si era arrabbiata, aveva cercato di alzarsi.
Jaime l’aveva fermata con un bacio. Per qualche momento, sua sorella aveva cercato di resistergli, ma poi la sua bocca si era aperta. Jaime ricordava il gusto del vino e dei chiodi di garofano sulla lingua di lei. Cersei aveva avuto un tremito. La mano di Jaime aveva raggiunto il bordo del corpetto, aveva tirato, la seta si era strappata liberando i seni. Per un po’ il ragazzo Stark era stato dimenticato.
Ma forse, in seguito, quando il ricordo di Brandon Stark era tornato a perseguitarla, Cersei aveva davvero assoldato quell’uomo di cui aveva parlato lady Catelyn, l’uomo incaricato di fare sì che il ragazzo non si svegliasse mai più? “Ma se lo avesse veramente voluto morto, Cersei avrebbe mandato me. Inoltre, non è da lei scegliere qualcuno tanto inetto da trasformare un omicidio in un grottesco bordello.”
