Lungo il corso del fiume, il sole scintillava sulla superficie battuta dal vento. La sponda meridionale era di argilla rossa, liscia come una strada. Di tanto in tanto torrenti più piccoli venivano a gettarsi nel corso principale, interrompendo gli argini, e tronchi putrescenti di alberi semisommersi si ostinavano ad aggrapparsi alla riva. La sponda nord era più selvaggia: pareti di roccia incappucciate di faggi, querce e castagni, si sollevavano fino a un’altezza di venti piedi. Su uno dei costoni, Jaime individuò una torre di guardia, il mastio che ingrandiva a ogni colpo di remi. Seppe che era abbandonata ben prima che vi arrivassero sotto, le pietre consunte assediate da rose rampicanti.

Il vento mutò direzione. Ser Cleos aiutò la donzella ad alzare la vela: un rigido triangolo di stoffa a strisce rosse e blu. I colori dei Tully. Se più avanti lungo il fiume avessero incontrato forze Lannister, di sicuro quei colori avrebbero causato loro dei guai. Ma era l’unica vela che avessero. Brienne si mise al timone. Jaime procedette ad abbassare la deriva, le catene che tintinnavano a ogni movimento. Con il vento e la corrente a favore, cominciarono ad avanzare più speditamente.

«Potremmo risparmiarci un sacco di strada se invece di consegnarmi a mio fratello, tu mi portassi da mio padre» rilevò Jaime.

«Le figlie di lady Catelyn sono ad Approdo del Re. Io tornerò con le due ragazze, o non tornerò affatto.»

Jaime si rivolse a ser Cleos. «Cugino, dammi il tuo coltello.»

«No.» La donna s’irrigidì. «Non permetterò che tu sia armato.» Il suo tono era inflessibile, come la pietra.



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