«Non me lo ricordo,» rispose Delanna, bloccando l’oca in modo che Doc Lyle potesse applicare il colorante. «Quando me ne andai, avevo solo cinque anni.»

«Sono uccelli meravigliosi,» le spiegò Doc Lyle. «Il loro piumaggio ha tutte le sfumature dell’arcobaleno. Adesso ne sono rimasti pochissimi e la maggior parte sono sterili, ma quando arrivai su Keramos ce n’erano migliaia.»

Delanna stava ancora tenendo tesa l’ala, ma sembrava che il veterinario, travolto dal suo entusiasmo per i mandarini reali, si fosse dimenticato di spruzzarla di colorante.

«Il colorante,» gli ricordò allora Delanna.

«Scusami,» rispose Doc Lyle, tornando in sé. Spruzzò l’ala di verde, prese l’oca dalle mani di Delanna e la spinse nella gabbia. «Il mio lavoro è proteggere gli animali di Keramos e immagino di lasciarmi trasportare in modo eccessivo quando si tratta di esemplari meravigliosi come i mandarini reali. Ecco a cosa servono tutte queste vaccinazioni: a evitare che gli animali importati da altri mondi introducano una qualsiasi infezione su Keramos.»

«A che ora pensa che Mr. Tanner verrà qui?» gli chiese Delanna, sperando che sarebbe accaduto molto presto: le oche emanavano una puzza terribile. Certo, le oche della madre e quelle del corso di allevamento avevano avuto un odore tremendo, ma la frase «sudicio come un’oca» acquistava un nuovo significato quando l’oca in questione era stata rinchiusa in una nave per due mesi.

«Mi aspettavo che Sonny arrivasse prima delle vaccinazioni,» commentò Doc Lyle. «Passami quella laggiù.»

Delanna si affrettò a bloccare l’oca indicatale ed eseguirono di nuovo la routine delle vaccinazioni, mentre il veterinario parlava tutto il tempo dei mandarini reali, dei pericoli di infezioni extraplanetarie e di Milleflores. «È un lanzye meraviglioso: tutti quei fiori!»



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