
«Potrei ancora accompagnarti all’albergo,» si offrì Jay, resistendo al tentativo di Sonny di toglierli di mano la sacca.
Delanna quasi accettò, ma poi scosse la testa. «Gli affari che devo sbrigare sono con… Sonny,» rispose, ormai sicura, dopo averlo conosciuto, che avrebbe avuto bisogno di ogni minuto disponibile per assicurarsi che quel bifolco si rendesse conto che anche lui doveva essere presente dall’avvocato.
Jay lasciò andare la sacca. «Be’, allora, sarà per la prossima volta,» affermò, chiaramente dispiaciuto.
«È improbabile che ci si riveda,» replicò Delanna in tono cortese.
«Sarò in lutto per trenta giorni,» annunciò Jay con gli occhi che luccicavano.
«Io scommetterei più su trenta minuti,» rispose Delanna con una risata. Jay scrollò le spalle.
«Andiamo,» annunciò Sonny, girandosi di colpo. Uscì dal magazzino a passi brevi e veloci, portando la sacca di Delanna e spingendo una delle gabbie delle oche oltre le ombre e verso la luce del sole. Delanna rivolse uno sguardo di rimpianto a Cleo, ancora raggomitolata in una piccola palla.
«Grazie per il tuo aiuto, ragazza,» le disse Doc Lyle. «Ci vedremo domani. E non preoccuparti per il tuo scarabeo: me ne prenderò buona cura.»
«Sei sicura che non hai cambiato idea sul rimanere?» le chiese Jay, prendendole la mano. «Da queste parti abbiamo bisogno di una quantità maggiore di stupende ragazze dai capelli rossi.» Delanna sentì qualcosa passare dal palmo di Jay al proprio.
«Ne sono sicura,» rispose Delanna. «Addio,» disse rivolta a entrambi, poi si girò per seguire Sonny, che era già uscito.
Si fermò sulla soglia per vedere cosa le avesse passato Jay: era un biglietto da visita, fatto di vera carta, come i manifesti di carico.
Jay Madog Capitano delle carovana della prateria Mad Dog Chiamate il 5373 notte e giorno a Grassedge
