Allora lei si rivolse al dottor Gillis, ma non ottenne niente. Il dottor Gillis ignorò il suo rifiuto di lavorare seriamente al progetto. Peggio, sostenne che gli odiecroni mobili e l’oscillazione temporale concetti erano del tutto plausibili, e quando lei gli disse che a suo parere Max era affetto da una crisi di mezza età, il dottor Gillis si irrigidì e ribatté: «Il dottor Young ha tre anni meno di me. Non lo definirei proprio un uomo di mezza età. Per di più è un uomo troppo intelligente e sensìbile per aver crisi di mezza età.»

«È quello che credevo anch’io,» disse la dottoressa Lejeune, «finché non ho visto la sua Porsche.»

Tornò al laboratorio, dove c’era Andrew Simons che stava fissando l’oscillatore temporale. Aveva un aspetto terribile. Da quando era arrivato Max, non gli aveva concesso un minuto di riposo, ma lei ebbe la sensazione che ci fosse qualcos’altro. Sembrava infelice. Ha bisogno di una moglie, pensò. Dovrei proprio fargli conoscere Bev Frantz. È graziosa, in gamba e nubile. Sarebbe perfetta.

«Come può essere un oscillatore temporale?» disse Andrew. «Sembra una lampada di pietra.»

Giunse il dottor Young, raggiante. «Ho appena parlato con la segretaria della scuola di Henley.» La sommità della testa era di un rosa vivo per l’eccitazione. «Ho deciso che le occorreva un’assistente, dottor Simons, e mi hanno chiamato proprio per dirmi che ne hanno assunta una. Si chiama Carolyn Hendricks. È perfetta. Le darà una mano negli esami, le porterà il caffè e cose del genere.»

«Perché mai deve essere perfetta se l’unica cosa che deve fare è portare il caffè?» fu lì lì per chiedere la dottoressa Lejeune, poi si ricordò che non gli parlava più.

«Ha quarant’anni, è sposata, è segretaria dell’Associazione Genitori-Insegnanti e ha due figlie. Suo marito allena la squadra di ginnastica delle ragazze. La stagione è appena cominciata,» aggiunse, come se anche quello conferisse un tocco di perfezione. «Il che mi fa venire in mente…» disse poi, e scappò via di corsa.



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