Perché mai il fatto che suo marito alleni un gruppo di ragazzine che fanno ginnastica in body deve essere perfetto?, si domandò la donna. Forse si aspetta che voli via dalle parallele asimmetriche e scompaia nel passato?

«Ha mai sentito parlare di un cocktail chiamato fermatempo?» le chiese Andrew, che continuava a fissare la lampada di roccia lavica. «Lo bevevo quando ero all’università.»

«No,» disse la dottoressa Lejeune, guardando accigliata verso la porta dalla quale era appena uscito il dottor Young.

«Birra e vino,» disse Andrew. «Erano questi gli ingredienti. Il fermatempo.»

«Oh,» disse lei. «Noi lo chiamavamo cataclisma.»


Carolyn lasciò Wendy alla scuola media e diresse verso la scuola elementare.

«Dove dovrei lavorare?» chiese a Sherri una volta giunta in ufficio. «In biblioteca?»

«No,» rispose Sherri, porgendo a Carolyn una manciata di fogli. «Sei al piano di sotto, nella sala musica.»

«E dov’è?»

«Insieme alle aule di educazione fisica. Hanno diviso la palestra in due con dei pannelli adesivi.»

«E l’insegnante di musica l’ha accettato?»

«Ha dovuto. Il Vecchio Scartafaccio le ha rivelato quanto paga il dottor Young per utilizzare la scuola per i suoi progetti.»

«Ma se paga così tanto, perché non gli ha lasciato usare la biblioteca?»

«Non lo so. In effetti la sala musica è piuttosto stretta.»

«Lo so,» disse Carolyn. «L’anno scorso ci ho fatto i test per l’udito. La stanza è a forma di L e l’interruttore della luce si trova in alto, dalla parte opposta della sala, a un milione di miglia dalla zona principale. I ragazzi della terza la spegnevano sempre mentre andavano via e mi lasciavano al buio, perché non ci sono finestre. Non puoi fare in modo che ci mettano nella biblioteca?»



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