«Ma l’ha visto quel ripostiglio per scope che chiamate aula di musica?» domandò quando lui finalmente fece ritorno. «È più piccola della mia borsa. Ci sono andata stamattina, e quei due quasi non riuscivano a muoversi, figuriamoci farci entrare dei bambini.»

«Perfetto,» disse il dottor Young.

«Perfetto?» disse la dottoressa Lejeune, dubbiosa. Secondo lui, Carolyn Hendricks era perfetta. E a pensarci bene, aveva detto lo stesso di Andrew. «È perfetto,» aveva detto. «Ha quarantadue anni e ha passato gli ultimi cinque in un monastero tibetano.»

«Perché è perfetto?» chiese la dottoressa Lejeune.

«Parlavo di come ha sistemato il computer,» disse il dottor Young. «Sapevo che l’asilo era il posto dove avrebbe lavorato alla perfezione.»

«Be’, non l’aula di musica.»

«Sì, lo so,» disse, scuotendo tristemente la testa calva. «Ho tentato di farmi dare la biblioteca, ma il signor Paprocki ha detto che era occupata per la settimana della prevenzione degli incendi. Forse quando sarà finita potremo spostarci.» disse, e se ne andò prima che gli si potesse chiedere altro.

Lei salì in ufficio. «C’è il signor Paprocki?» chiese a Sherri, che stava piegando in due una pila di fogli arancioni, uno alla volta.

«È in giardino. Brendan James ha fatto a botte con qualcuno. Oggi è la terza volta. Sua madre è scappata con Lasciatevi Stupire.»

La dottoressa Lejeune raccolse uno dei fogli piegati e lo aprì. C’era scritto, “ATTENTI, GENITORI: È ARRIVATA LA VARICELLA!” La dottoressa Lejeune lo ripiegò. «Lasciatevi Stupire?» disse.

«Sì, lo sa, ti dice che colori ti stanno bene addosso in base alle tonalità della pelle. E poi scappa con te, almeno se sei la madre di Brendan James. A me ha solo detto di comprarmi vestiti color fucsia.»

La dottoressa Lejeune prese un po’ di fogli arancioni e cominciò a piegarli.

«In effetti, la cosa non mi ha sorpreso affatto.



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