C’era un articolo sul Woman’s Day che parlava delle Crisi da Scimmia. Sa, quel periodo del matrimonio quando ti senti solo una bestia da soma. Solo la settimana prima aveva portato il pranzo a Brendan, che l’aveva dimenticato a casa, e mi aveva detto che ormai il marito si accorgeva di lei solo quando non trovava più le chiavi di casa. Però mi fa rabbia. Voglio dire. Lasciatevi Stupire era quasi l’unico scapolo rimasto in città.»

«È sposato il signor Paprocki?» chiese la dottoressa Lejeune, piegando i volantini.

«Il Vecchio Scartafaccio?» replicò Sherri, sorpresa. Piegò l’ultimo foglio che aveva ed estrasse timbro e tampone dal cassetto della scrivania. «Sposato? Vuole scherzare? Non alza mai gli occhi dai suoi moduli in triplice copia abbastanza a lungo per notare che sei una donna, figuriamoci se ti si sposa!» Passò il timbro due o tre volte nel tampone e lo sbatté sul volantino. Era una faccina sorridente. Passò al successivo. «E il dottor Simons? Immagino che sia troppo bello per non essere sposato.»

«No,» disse la dottoressa Lejeune, pensando a qualcun altro. «Ha passato gli ultimi cinque anni in un monastero tibetano.»

«Sta scherzando!» disse Sherri. «È perfetto!»

La dottoressa Lejeune socchiuse gli occhi. «Perché dice così?»

«Be’, perché probabilmente é disperato. Io lo sarei dopo cinque anni senza sesso,» disse, continuando a timbrare. «Ma che dico? Io sono disperata dopo cinque anni senza sesso. Da quel punto di vista, scommetto che può prenderselo la prima che passa.»

«Verrò a cercare il signor Paprocki più tardi,» disse la dottoressa Lejeune, passando a Sherri la pila di fogli piegati. «Gli dica solo che gli vorrei parlare a proposito dell’aula di musica.»

«Che problema c’è?»

«È troppo piccola. C’è tutta l’attrezzatura là dentro e quasi non ci si riesce a muovere. Mi chiedevo se non ci fosse qualche altra stanza disponibile.»



20 из 58