Fissò Cirocco, mostrandosi più eccitata del solito. Cirocco la fissò un attimo, poi guardò la foto: sullo sfondo dello spazio punteggiato di stelle, c’erano sei esili luci che formavano un esagono perfetto.

Cirocco rimase a fissarle per un bel po’.

— La formazione stellare più strana che abbia mai visto — ammise. — Cos’è?

Gaby era allacciata a una sedia all’altro lato della stanza e stava succhiando caffè da un contenitore di plastica.

— L’ultima foto di Temi — rispose. — Rappresenta la rotazione dell’ultima ora. Ho dovuto usare i miei strumenti più sensibili e programmare il computer per rendermene conto.

— Questo risponde alla mia domanda — disse Cirocco. — Ma cosa diavolo è?

Gaby aspettò un po’ prima di rispondere mentre beveva ancora un po’.

— È possibile — disse distaccata, sognante — che diversi corpi orbitino attorno a un centro di gravità comune. Almeno in teoria. Nessuno ha mai visto una configurazione del genere. Si chiama rosone.

Cirocco attese pazientemente. Poiché nessuna aggiungeva nulla, sbuffò.

— Nel bel mezzo del sistema di satelliti di Saturno? Al massimo potrebbe durare cinque minuti. Le altre lune la perturberebbero.

— Così è — ammise Gaby.

— E poi, come avrebbe fatto a formarsi? Le probabilità sono quasi inesistenti.

— Infatti — commentò Gaby.

Erano arrivati anche Aprile e Calvin. Calvin alzò gli occhi.

— Allora, nessuno vuole dirlo? Non è una configurazione naturale. L’ha creata qualcuno.

Gaby si passò una mano sulla fronte.

— E non sai ancora tutto. Ho inviato dei segnali radar per sondare Temi. Risultato: quel satellite ha un diametro di più di milletrecento chilometri. Anche la densità è pazzesca, molto inferiore a quella dell’acqua. Credevo che i risultati fossero sbagliati perché stavo lavorando al limite delle possibilità degli strumenti. Poi è arrivata la foto.



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