"Ne dubito."

"Risolverei tutti i tuoi problemi."

"Non ho problemi."

"Questa volta sono io a dubitarne."

Verde.

La Mercedes 200 scatta in avanti lasciando spegnersi il

riso sicuro di lui. Il padre si gira verso di lei: "Ma chi era

quello? Un tuo amico?". "No, papa, solo un cretino..."

Qualche secondo dopo l'Honda affianca di nuovo. Lui at-

tacca la mano al finestrino e con la destra da un filo di gas, tan-

to per non fare troppo sforzo, anche se con quel quaranta di

braccio non avrebbe poi tanti problemi.

L'unico che sembra avere qualche problema è il padre.

"Ma che fa questo incosciente? Perché viene così vicino?"

"Stai tranquillo papa, me ne occupo io..."

Si volta decisa verso di lui.

"Senti, ma non hai proprio niente di meglio da fare?"

"No."

"Be', trovatelo."

"Ho già trovato qualcosa che mi piace."

"E cioè?"

"Andare a fare un giro con te. Dai, ti porto sull'Olimpica,

corriamo forte con la moto, poi ti offro la colazione e ti ripor-

to per l'uscita di scuola. Te lo giuro."

"Credo che i tuoi giuramenti valgano ben poco."

"Vero," sorride, "vedi, già conosci tante cose di me, di' la

verità, già ti piaccio, eh?"

Lei ride e scuote la testa.

"Be', ora basta," e apre un libro che tira fuori dalla sua bor-

sa Nike in pelle, "devo pensare al mio vero e unico problema.

"Cioè?"

"L'interrogazione di latino."

"Credevo fosse il sesso."

Lei si gira scocciata. Questa volta non sorride più, nean-

che per finta.

"Leva la mano dal finestrino."

"E dove vuoi che la metta?"

Lei preme un pulsante. "Non posso dirtelo, c'è mio padre."

Il finestrino elettrico comincia a salire. Lui aspetta fino al-



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