
– Oh, non fate la stupida. C'e un mucchio di cose, che non so, sul conto vostro. Pero potete subito piantarla di fingervi un angioletto dell'oratorio.
Ha qualche segno particolare, Orrin? Un porro, una cicatrice, o il tatuaggio del Ventesimoterzo Salmo sul petto? E non disturbatevi ad arrossire.
– Be' non e necessario che alziate la voce. Perche non guardate la fotografia?
– Probabilmente ha i panni addosso. Dopotutto voi siete sua sorella.
Dovreste saperlo.
– Ebbene, non l'ha – rispose, a fatica. – Ha una piccola cicatrice sulla mano sinistra, dove gli han tolto una cisti.
– E che mi dite, delle sue abitudini? Che cosa fa oltre a non fumare, a non bere e a non andare a ragazze?
– Ma… come fate a saperlo?
– Me l'ha detto vostra madre.
Lei sorrise. Avevo appunto cominciato a chiedermi se sapesse farlo. Aveva i denti piccoli e non metteva in mostra troppe gengive. Era gia qualcosa.
– Che sciocco, siete – mormoro. – Orrin studia parecchio e ha una macchina fotografica molto costosa, con la quale si diverte a fotografare la gente di sorpresa. A volte manda fuori dai gangheri. Ma Orrin dice che tutti dovrebbero vedersi come sono realmente.
– Speriamo che non capiti mai a lui – osservai. – Che tipo di macchina usa?
– Una di quelle piccole piccole con un obiettivo molto buono. Si possono prendere istantanee quasi con ogni luce. Una Leica.
Apersi la busta e ne trassi un paio di foto molto chiare.
– Queste non son state fatte con un arnese del genere.
– Oh, no. Quelle le ha prese Philip. Philip Anderson. Un ragazzo col quale sono andata attorno, per un certo periodo. – Fece una pausa e sospiro. – Immagino che sia questa la vera ragione per cui sono venuta qui, signor Marlowe. Anche voi vi chiamate Philip.
Io mi limitai ad osservare «gia gia» ma mi sentii vagamente commosso.
– Che ne e stato di Philip Anderson?
– Ma si tratta di Orrin…
