– Grazie per avere aspettato – dissi nel telefono.

– Parla il signor Marlowe, l'investigatore? – Era una vocetta esile, piuttosto frettolosa, da ragazzina. Risposi che ero il signor Marlowe, l'investigatore. – Quanto chiedete per i vostri servizi, signor Marlowe?

– Che cosa vorreste farmi fare?

La voce divenne un poco piu aspra.

– Non ve lo posso dire, al telefono. E… e molto confidenziale. Prima di perdere tempo a venire nel vostro ufficio, vorrei avere un'idea…

– Quaranta dollari al giorno, piu le spese. A meno che non sia un lavoro che si possa fare per un forfait.

– E veramente troppo – dichiaro la vocina. – Eh, si, potrebbe venire a costare centinaia di dollari, e io guadagno poco e…

– Dove siete, ora?

– Ma… in un drugstore. Nel palazzo di fianco al vostro ufficio.

– Avreste potuto risparmiare un nichelino. L'ascensore e gratis.

– Io… io… Come avete detto?

Ripetei tutto da capo.

– Venite su e lasciate che vi dia un'occhiata – soggiunsi. – Se vi trovate in un guaio di quelli che so sistemare, posso darvi una discreta idea di…

– Devo sapere qualcosa di voi – dichiaro la vocina con fermezza. – Si tratta di una faccenda molto delicata, molto personale. Non posso parlarne al primo venuto…

– Se e delicata a questo punto forse vi occorre una investigatrice.

– Cielo! Non sapevo che ce ne fossero. Ma non credo proprio che un'investigatrice possa andare. Vedete, signor Marlowe, Orrin abitava in un quartiere molto malfamato. Per lo meno a me e parso malfamato. Il direttore della pensione e un individuo quanto mai sgradevole. Puzza di liquore.

Voi bevete, signor Marlowe?

– Be', ora che ne parlate…



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