
E stato un tragitto orribilmente lungo. Orrin stava a Bay City, Idaho Street,
449.
Si interruppe di nuovo, ripete l'indirizzo, e di nuovo io non ne presi nota.
Mi limitai a starmene seduto, osservando i suoi occhiali, i capelli lisci, castani, lo stupido cappellino sguernito, le unghie senza colore, la bocca senza rossetto e la punta della piccola lingua che andava e veniva, tra le labbra pallide.
– Forse non conoscete Bay City, signor Marlowe..
– Oh – sospirai, – di Bay City so solo che, ogni volta che ci vado, devo comprarmi un cranio nuovo. Volete che termini la storia per voi?
– Cooosa?
Gli occhi si spalancarono tanto che, dietro gli occhiali, fecero l'effetto di pesci d'acqua profonda.
– Orrin ha cambiato casa – dissi. – Voi non sapete dove si e trasferito. E avete paura che viva una vita di peccato in un lussuoso attico dei quartieri alti in compagnia d'una creatura con una lunga pelliccia di visone e un profumo travolgente.
– Oh, per l'amor del cielo!
– Sono volgare?
– Vi prego, signor Marlowe – fece la ragazza dopo un po'. – Io non penso niente di simile, nei riguardi di Orrin. E se Orrin vi sentisse vi farebbe pentire. Sa essere tremendamente cattivo, a volte. Ma io son certa che dev'essere accaduto qualcosa. Era una pensione di infimo ordine, e il direttore non mi e piaciuto affatto. E un uomo disgustoso. Ha detto che Orrin se ne era andato due settimane fa, che lui non sapeva dove, e non gli importava affatto di saperlo, e tutto quel che voleva era un bel cicchettone di gin. Non capisco proprio perche Orrin si sia adattato a vivere in un posto simile.
– Avete detto "cicchettone di gin"?
La ragazza arrossi.
– Cosi ha detto il direttore. Io sto solo riferendovi.
