
– Se lo sapessi, non sarei venuta da voi. Quanto vorreste per ritrovarlo?
Per un istante non risposi. Poi domandai:
– Intendete da solo, senza parlarne a nessuno?
– Si, intendo da solo, senza parlarne a nessuno.
– Gia gia. Be', dipende. Ve l'ho detto quali sono le mie tariffe.
Lei intreccio le mani, sull'orlo della scrivania, e le strinse forte. Aveva forse il repertorio di gesti piu insulsi che avessi mai visto.
– Pensavo che, essendo un investigatore e tutto quanto, avreste potuto trovarlo immediatamente – affermo. – Non posso dare piu di venti dollari. Devo pagarmi i pasti, qui, e l'albergo, e il biglietto di ritorno… sapete bene come sono costosi gli alberghi, e il ristorante, sul treno…
– Dove alloggiate?
– Io… io… preferirei non dirvelo, se non vi dispiace.
– Perche?
– Cosi. Preferirei di no. Ho una paura terribile delle collere di Orrin.
E… be', posso sempre telefonarvi, no?
– Gia gia. Di che cos'avete paura, oltre alle collere di Orrin, signorina Quest? – Avevo lasciato spegnere la pipa. Accesi un fiammifero e l'accostai al fornello, osservando la ragazza.
– Fumar la pipa non e un'abitudine poco pulita? – mi domando lei.
– Probabilmente – ammisi. – Ma ci vorrebbero ben piu di venti dollari per farmela smettere. E non cercate di eludere le mie domande.
– Non vi permettete di parlarmi cosi – scatto la ragazza. – Fumare la pipa e davvero poco pulito. Mamma non ha mai permesso a papa di fumare in casa, nemmeno negli ultimi due anni, dopo che gli era venuto il colpo. E a volte lui se ne stava seduto con la pipa vuota in bocca. Ma a mamma, in fondo, non piaceva nemmeno questo. Avevamo tanti debiti, anche, e lei diceva che non poteva permettersi di dargli danaro per una cosa inutile come il tabacco. La chiesa ne aveva molto piu bisogno di lui.
– Sto cominciando a capire – dissi lentamente. – In una famiglia come la vostra per forza qualcuno dev'essere la pecora nera.
