Avrebbero riacquistato equilibrio e buonsenso. Avrebbero capito che il fatto di gran lunga più importante era quello d’essere tutti alla pari, uomini dal primo all’ultimo, posti ora nella necessità di affrontare un comune nemico… e in grado di affrontare splendidamente una simile sfida. Ah, amici miei, quando quella visione ha preso forma nella mia mente… un’umanità in guerra unita d’un sol colpo e per sempre, sono rimasto tremante e senza parole. Io…»

Perfino li, su Marte, l’emozione lo soffocava.

«Molto interessante», fu il blando pensiero del coleotteroide anziano, «ma il metodo che lei propone non entrerebbe, forse, in contraddizione con quella moralità più alta cui, a quanto riesco a percepire, lei anela?»

Il pacifista chinò il capo. «Amico mio, lei ha ragione… nel senso più alto e supremo della definizione. Ma permetta che le assicuri…» il fuoco tornò ad avvampare nella sua voce rauca, «… che quando verrà il giorno, quando sorgerà il problema delle relazioni interplanetarie, io sarò all’avanguardia per ciò che riguarderà le relazioni interspecie ed esigerò la completa uguaglianza tra i coleotteroidi e gli uomini. Ma…» i suoi occhi febbrili nuovamente si trovarono a scrutare da sotto la ciocca di capelli che una volta ancora gli era ricaduta sulla fronte, «… questa è una faccenda che riguarda il futuro. La domanda immediata è: come fermare la guerra sulla Terra? Come ho già detto prima, la vostra invasione della Terra dovrà essere soltanto simbolica, e naturalmente meno sangue verrà sparso, meglio sarà. Basterà soltanto un assaggio di minaccia esterna, una prova convincente che nel cosmo esistono esseri alla pari, e perfino superiori, per riportare alla normalità la prospettiva dell’uomo, per fonderlo in una grande fratellanza per la reciproca protezione, consolidando per sempre la pace!»

Allargò le braccia e gettò indietro la testa. I capelli gli ricaddero al posto giusto, ma la cravatta gli saltò fuori un’altra volta.



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