
«Signor Whitlow», pensò il capo, con gelida e sardonica allegria, «se davvero si è messo in testa l’idea che noi si sia disposti a invadere un altro pianeta per migliorare la psicologia dei suoi abitanti, se la scordi subito. I terrestri non significano niente per noi. La loro maturazione è una faccenda tanto recente che non ce ne saremmo neppure accorti senza che lei fosse qui a farcela notare. Che continuino pure a far la guerra, se vogliono. Che si sterminino pure fra loro. Non sono fatti nostri».
Whitlow ammiccò più volte. «Ma…» cominciò a dire con rabbia. Poi si riprese. «Ma non vi stavo chiedendo di farlo per ragioni umanitarie. Vi ho fatto notare, no?, che ci sarà un bottino…»
«Dubito molto che i suoi terrestri abbiano qualcosa in grado di tentarci».
Whitlow quasi cadde giù dal macigno. Fece per farfugliare qualcosa, poi cambiò un’altra volta, radicalmente, il suo approccio. Nella sua espressione era balenato un guizzo astuto. «È possibile che voi stiate tentennando perché avete paura che i molluscoidi venusiani vi attacchino, se violerete la tregua perpetua attuando un’incursione armata contro un altro pianeta?»
«Niente affatto», pensò il capo con asprezza, rivelando per la prima volta una certa alterigia e un orgoglio razziale frutto di tanti aridi eoni di tradizione. «Come le ho già detto prima, i molluscoidi sono una razza chiaramente inferiore. Niente più che esseri acquatici. Non li abbiamo più visti da molte epoche. Per quanto ne sappiamo, potrebbero essersi estinti. Certo non siamo legati a loro da accordi ormai logori, se dovesse presentarsi un motivo valido e vantaggioso per infrangerli. E noi non abbiamo nessuna, ripeto: nessuna, paura di loro!»
Whitlow annaspò convulso tra i propri pensieri. Le sue mani dalle dita a spatola tracciavano gesti altrettanto confusi. Risospinto verso i suoi argomenti originari, balbettò in modo assai poco convincente: «Ma deve esserci senz’altro qualche tipo di bottino che renda per voi conveniente invadere la Terra. Dopotutto la Terra è un pianeta ricco di ossigeno, di acqua e di minerali e forme di vita organica, mentre Marte deve lottare contro la scarsità di tutte queste cose».
