
Whitlow si erse in tutta la sua altezza e incrociò le braccia sul petto. «Molto bene!» esclamò con voce raschiante. «Vedo che non posso convincervi. Ma…» puntò l’indice della mano destra verso il capo, «… lasci che le dica qualcosa! Lei disprezza gli umani, pensa di poter fare a meno di loro. Li ha definiti grossolani e infantili. Lei disdegna le industrie della Terra, la sua scienza, la sua arte. Rifiuta di aiutare l’umanità nel bisogno. Crede di potersi permettere di fare a meno degli umani. Va bene. Faccia pure. Questo è il mio consiglio. Fate pure… e vedrete quello che succederà!» Una luce vendicativa cominciò ad ardere nei suoi occhi. «Conosco i miei simili. Li conosco perché li ho studiati per molti anni. La guerra ha fatto dell’uomo un tiranno e uno sfruttatore. Ha fatto schiave le bestie dei campi e delle foreste. Ha fatto schiava la sua stessa specie, quando ha potuto, e quando non ha potuto ha imprigionato i suoi simili con le subdole catene delle necessità economiche e la soggezione dettata dal prestigio. È perverso, ostinato, brutale, uno strumento dei suoi impulsi più abbietti, e inoltre è abile, cocciuto, insistente, spinto da un’ambizione sconfinata! Possiede già l’energia atomica e i razzi come mezzi di trasporto. Nel giro di pochi decenni disporrà di navi spaziali e armi subatomiche. Fate pure, e aspettate! La predisposizione per far sempre la guerra lo porterà a sviluppare queste armi fino a livelli a tutt’oggi mai sognati di efficienza distruttiva. Aspettate anche questo! Aspettate che gli uomini arrivino su Marte in forze. Aspettate che abbiano fatto la vostra conoscenza e si siano resi conto di quali meravigliosi lavoratori sareste con la vostra corazza che vi rende adatti a qualunque tipo di ambiente. Aspettate che trovi una scusa per litigare con voi, che vi sconfigga e vi renda tutti schiavi e vi spedisca lontani dal pianeta, schiacciati dentro fetidi scafi, per obbligarvi a lavorare nelle miniere della Terra e sul fondo degli oceani, nella stratosfera e sugli asteroidi che l’uomo già adesso è bramoso di sfruttare. Sì, fate pure, aspettate!»
