
— Fai attenzione — disse Blood, girando intorno ad un cratere quasi invisibile nell’oscurità. Qualcosa si mosse nel cratere.
Camminando in quella terra di nessuno mi resi conto della ragione per cui soltanto un pugno di singoli o i membri delle bande erano ragazzi. La guerra aveva ucciso quasi tutte le ragazze, e con le guerre succedeva sempre così… almeno, questo era quello che mi aveva raccontato Blood. Quelle cose che continuavano a nascere raramente erano maschi o femmine, e dovevano essere spiaccicati sul muro appena venuti alla luce.
Le poche ragazze che non erano andate sottoterra con la gente perbene erano cagne dure e solitarie, come quella di Market Basket. Magre e coriacee, e pronte a tagliartelo con una lametta appena ci provavi. Trovare qualcuno con cui scopare era diventato sempre più difficile, a mano a mano che invecchiavo.
Ma ogni tanto una ragazza si stancava di essere proprietà di una banda, oppure quattro o cinque bande si univano per una scorreria e catturavano qualche ignara abitante dei sotterranei o, come in questo caso, qualche pollastrella perbene si faceva venire il prurito di vedere come erano fatti i film porno, e veniva su.
Stavo per scopare! Ragazzi, non vedevo l’ora!
II
Là fuori non c’erano altro che rovine e edifici distrutti. Un’intero isolato era stato raso al suolo, come se dal cielo fosse calata una pressa gigantesca che con un’unico colpo aveva ridotto tutto in polvere. La pollastrella era spaventata e nervosa, si vedeva benissimo. Avanzava, guardando nervosamente di lato e dietro di sé. Sapeva di essere in una zona pericolosa. Ragazzi, se solo avesse saputo quanto era pericolosa!
Verso il fondo dell’isolato raso al suolo un solo edificio era rimasto in piedi, come se fosse sfuggito per puro caso alla distruzione. Lei si infilò in un’apertura, e dopo un minuto vidi un fascio di luce. Una torcia elettrica? Forse.
