
Blood ed io attraversammo la strada e ci trovammo nell’oscurità che circondava l’edificio. Era quello che restava dell’YMCA.
Non volevo che uscisse: là dentro era un posto comodo per scopare come qualunque altro, così lasciai Blood di guardia all’ingresso ed io girai attorno all’edificio. Tutte le porte e le finestre erano sventrate, naturalmente. Non era un problema entrare. Mi issai sul davanzale di una finestra e scivolai all’interno. Era buio. Non c’erano rumori, solo il suono prodotto dai suoi movimenti dall’altra parte del vecchio YMCA. Non sapevo se fosse armata o no, ma non volevo correre rischi. Misi la Browning a tracolla e tirai fuori la 45 automatica. Non dovevo far scattare il caricatore: avevo sempre un colpo in canna.
Avanzai cautamente nella stanza. Era una specie di spogliatoio. C’erano vetri e detriti sul pavimento ed un’intera fila di armadietti metallici con tutta la vernice scrostata; l’onda d’urto era passata attraverso le finestre, molti anni fa. Le mie scarpe da tennis non facevano nessun rumore mentre mi aggiravo per la stanza.
La porta pendeva da un cardine e io scavalcai l’apertura a forma di triangolo. Ero nella zona della piscina. La grande vasca era vuota, con le piastrelle deformate sul lato più basso. C’era un terribile odore, lì dentro. Niente di strano, lungo una parete vidi dei cadaveri, o quello che ne restava. Qualche addetto scrupoloso li aveva allineati, ma non li aveva sepolti. Sollevai il fazzoletto per coprirmi il naso e la bocca, e proseguii.
Oltrepassai la piscina e mi infilai in un piccolo passaggio dal cui soffitto pendevano delle lampadine ormai fuori uso. Ma c’era abbastanza luce. Il chiarore della luna entrava dalle finestre sventrate e dal tetto pendeva una trave. Adesso la potevo udire chiaramente, proprio dall’altra parte della porta all’estremità del passaggio. Mi appiattii contro la parete ed avanzai piano verso la porta. Era socchiusa, ma bloccata da calcinacci e assi caduti dalla parete. Avrebbe fatto rumore se avessi cercato di aprirla, questo era certo. Dovevo aspettare il momento giusto.
