
Avremmo dovuto fare un’escursione sul Picco con i Cleary.
Tornate a casa, le ho detto: — I Cleary non sono più venuti, due estati fa.
Mamma si è tolta i guanti e si è avvicinata alla stufa, togliendosi di dosso pezzi di neve ghiacciata. — Certo che non sono venuti, Lynn — disse.
La neve sul mio cappotto gocciolava sulla stufa e sfrigolava. — Non volevo dire questo — dissi io. — Dovevano venire la prima settimana di luglio. Subito dopo il diploma di Rick. Che sarà successo? Avranno soltanto deciso di non venire, o cosa?
— Non lo so — ha detto, togliendosi il berretto e scuotendo i capelli. Aveva la frangia tutta bagnata.
— Forse vi hanno scritto per dire che hanno cambiato idea — disse la signora Talbot. — Forse l’ufficio postale ha smarrito la lettera.
— Non importa — ha detto mamma.
— Credo che avrebbero cercato comunque di avvertirci — ho aggiunto io.
— Forse l’ufficio postale ha messo la lettera nella cassetta di qualcun altro — è intervenuta la signora Talbot.
— Non importa — ha detto mamma, ed è andata ad appendere il cappotto al gancio in cucina. Non ha detto altro su di loro. Quando papà è tornato, ho chiesto anche a lui dei Cleary, ma era troppo occupato a raccontare del viaggio per fare caso a me.
Stitch non arrivava. Ho fischiato ancora e poi sono tornata indietro a cercarlo. Era giù in fondo alla collina, col muso sepolto dentro qualcosa. — Spicciati — gli ho detto, hai si è voltato e allora ho capito perché non era venuto. Si era impigliato in uno dei cavi elettrici che erano caduti. Era riuscito ad attorcigliarsi il cavo intorno alle zampe come fa certe volte col guinzaglio, e più cercava di venirne fuori più restava impigliato.
Era proprio in mezzo alla strada. Io stavo sul ciglio, cercando di escogitare un modo per arrivare da lui senza lasciare impronte.
