— C’era una lettera all’ufficio postale — ho detto. — Da parte dei Cleary.

Tutti hanno alzato la testa.

— Dove l’hai trovata? — chiese papà.

— Sul pavimento, mischiata alla roba di terza classe. Stavo cercando un giornale per la signora Talbot.

Mamma ha appoggiato il tavolo da gioco contro il divano e si è messa a sedere. La signora Talbot aveva un’espressione vuota.

— I Cleary erano i nostri migliori amici — le ho spiegato. — Dall’Illinois. Dovevano venire a trovarci due estati fa. Dovevamo fare un’escursione sul Picco Pike e nei dintorni.

David è entrato sbattendo la porta, guardando mamma seduta sul divano, e papà e la signora Talbot là in piedi come due statue a reggere la plastica. — Che c’è che non va? — ha domandato.

— Lynn dice di aver trovato una lettera dei Cleary, oggi — gli ha risposto papà.

David ha lasciato cadere i ciocchi nel camino. Uno è rotolato sul tappeto, fermandosi ai piedi della mamma. Nessuno di loro si è chinato a raccoglierlo.

— La leggo a voce alta? — ho detto, guardando la signora Talbot. Reggevo ancora il suo giornale. Ho aperto la busta e ho tirato fuori la lettera.

— «Cari Janice e Todd e tutti quanti» — cominciava. — «Come vanno le cose nel Glorioso Ovest? Non vediamo l’ora di venirvi a trovare, anche se potremmo non farcela così presto come speravamo. Come stanno Carla, David e il bambino? Siamo impazienti di vedere il piccolo David. Cammina già? Scommetto che nonna Janice è così gonfia di orgoglio che si farà scoppiare le bretelle. Giusto? Voi dell’Ovest portate ancora le bretelle, o anche voi siete passati ai jeans firmati?»



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