
Il risonatore a neutroni è la difesa estrema. È il punteggio massimo che hai raggiunto finora. Nel contesto di una guerra nucleare, l’estrema difesa è anche l’arma suprema. Continua così e prima di finire la gara arriverai a mille. Se mi lascio sfuggire una parola con il Ministero della Difesa, mi fanno sparire all’istante, senza lasciare traccia, in una di quelle istituzioni discrete nel cuore degli Avengers.
Sono anni che cerchi di arrivare a questi risultati. E Vicky? Impazzirà. E David?
Togli i segnaposto e la faretra, spostati a ottanta metri e non perdere il sangue freddo. In fondo, un equilibrio nella potenza nucleare esiste: chi oserebbe prendere la responsabilità di romperlo? Sono passati trentatré anni dalla seconda guerra mondiale: è evidente che nessuno pensa di servirsi della bomba atomica. E, comunque, non è forse vero che i giapponesi carbonizzati dal
napalm sono molto più numerosi dei poveretti morti come conseguenza delle bombe H e N?
Alza la mira sugli ottanta metri, incocca la freccia, rilassati, respira a fondo, tira l’arco ma senza sforzarti, tieni il gomito sinistro in fuori, bacia la corda, controlla l’ampiezza del tiro, bada che l’arco sia perfettamente verticale, punta nella zona oro, adesso tira, tira, tira… «Come mai non sei in ufficio, Luke?» La voce di Vicky risuonò a pochi centimetri di distanza, dietro alle sue spalle.
Hutchman vide la freccia guizzare in una linea troppo alta, conficcarsi nel bersaglio vicino al bordo e quasi trapassarlo. In quel punto la corda era meno solida. «Non ti ho sentito arrivare» disse, calmo. Si girò, la scrutò in faccia sapendo che aveva voluto coglierlo di sorpresa, deliberatamente, ma sperando di scoprire se cercava una sfida diretta o se invece fingeva l’innocenza.
I loro occhi s’incontrarono istantaneamente, come due contatti elettrici inseriti in un presa.
E va bene!, pensò lui. «Perché mi sei piombata addosso in quel modo? Mi hai fatto perdere un colpo.»