«Ti amo tanto che non sopporto neanche che tu guardi un’altra donna» disse Vicky stringendolo di più, incollandosi addirittura a lui. «David non è ancora tornato da scuola» aggiunse con la voce che era un chiaro invito.

Sono un vero stupido se capitolo con tanta facilità, si disse lui. Ma ritornando a casa, si rese conto di essere stato nuovamente sconfitto. Dopo otto anni di matrimonio, l’attrazione per lei era tanto cresciuta da non riuscire nemmeno a immaginare di poter avere una relazione sessuale con un’altra donna.

«Che maledetto guaio essere monogamo per natura» borbottò, mentre appoggiava l’attrezzatura fuori della porta. «Tanto vale che ne approfitti.»

«Povero caro» disse Vicky, precedendolo in camera da letto.

Più tardi, sdraiato vicino a lei, Hutchman si sentì libero da ogni tristezza, mentre oscillava pacificamente tra la veglia e il sonno. Il mondo esterno era il mondo che aveva conosciuto bambino, quando, nelle mattine d’estate, rimaneva a letto fino a tardi ascoltando le conversazioni serene in giardino, appena percettibili, il tintinnio delle bottiglie del latte giù nella strada e, in distanza, i colpi cadenzati della falciatrice a mano. Adesso è perfettamente al sicuro. La bomba, l’intera concezione della catastrofe atomica, gli sembra arcaica, un po’ fuori moda come John Foster Dulles e il senatore McCarthy, i televisori a dieci pollici, le macchine Triumph, il New Look, gli idrovolanti sul Solent. Se guardiamo le cose spassionatamente dal pinnacolo storico del 1978, è impossibile pensare che sgancino la bomba.

Fu svegliato da una gragnola di colpi alla porta d’ingresso, e capì che era tornato suo figlio. Si buttò qualcosa addosso, e lasciando Vicky semi addormentata nel letto, corse ad aprire. David, senza una parola, si precipitò dentro, buttò a terra, con un rumore di cuoio e un tintinnio di fibbie, la sacca e sparì nel bagno, senza chiudere la porta.



16 из 153