
Hutchman, con un’alzata di spalle, prese una scheda dal tavolo e cominciò ad esaminarla. Si trattava dei dati riguardanti un lancio di prova di due missili Jack-and-Jill. Ne aveva già fatto lo spoglio, ma voleva che Spain capisse e se ne andasse.
«Hai visto la televisione ieri sera?» chiese Spain, e la sua voce roca gorgogliava di piacere.
«Non me ne ricordo.» Hutchman, con un gesto deliberato, spostò qualche foglio di carta millimetrata.
«Non hai visto quella bionda, nello spettacolo di Mort Walters? Quella che dicono sia una cantante?»
«No.» Hutchman, a dire il vero, era quasi sicuro di averla vista, ma non aveva nessuna voglia di lasciarsi trascinare in una conversazione e, comunque, era rimasto poco davanti al televisore. Alzando gli occhi dal libro che leggeva, aveva notato sullo schermo una figura femminile insolitamente spogliata, ma in quel momento Vicky era entrata nella stanza e aveva spento immediatamente. Disgusto e biasimo si erano allargati, come il gelo artico, sulla sua faccia. Lui aveva aspettato l’esplosione per tutta la sera, ma per quella volta Vicky preferiva, a quanto pareva, bruciare a fuoco lento.
«Una cantante!» disse Spain, indignato. «Non è difficile capire come ha fatto a entrare in quello spettacolo. Mi aspettavo che, a ogni respiro, quelle due cose rotonde le schizzassero fuori da un momento all’altro.»
Ma che cosa succede, qua dentro?, pensava intanto Hutchman. Sono proprio le stesse cose che mi ha detto Vicky ieri sera. Che cosa diavolo combinano? E perché ce l’hanno con me? Io non ho mai fatto il direttore di scena!
«Mi fanno ridere, con tutte quelle storie sulla violenza eccessiva alla televisione» stava dicendo Spain. «Mai che la smettano di pensare a che effetto può fare a un bambino la vista di quelle donne mezze nude.»
«Gli verranno delle idee sul sesso, con tutta probabilità.» Hutchman era imperturbabile.
