
Van Slyke lo guardò senza cambiare espressione.
«Allora?» Traynor era teso. Quell’uomo aveva la capacità di irritarlo. Ciò che di lui non gli piaceva era quella natura laconica, che non esprimeva emozioni.
«Va bene», disse svogliatamente Van Slyke.
Prima che Traynor potesse replicare, la porta della stanza si spalancò sbattendo. Tutti sobbalzarono, Traynor soprattutto.
Sulla soglia c’era Dennis Hodges, un settantenne robusto e vigoroso, dai lineamenti marcati e dalla pelle scura come cuoio. Aveva il naso rosso e tondo e gli occhi lacrimosi. Indossava un cappotto verde scuro, un paio di pantaloni sformati e la testa era riparata da un berretto coperto di neve. Teneva la mano sinistra sollevata, stretta intorno a un fascio di fogli di carta.
Era chiaramente in collera ed emanava anche un forte odore di alcol. I suoi occhi scuri scrutarono tutti i presenti e si fissarono su Traynor.
«Voglio parlare con lei di qualcuno dei miei ex pazienti, Traynor. Anche con lei, Beaton», esordì Hodges, lanciandole uno sguardo rapido e disgustato. «Io non so che genere di ospedale pensate di gestire qua, ma posso dirvi che non mi piace neanche un po’!»
«Oh, no!» borbottò fra sé Traynor non appena si riprese da quell’arrivo inatteso. La sorpresa, però, lasciò rapidamente spazio all’irritazione. Un rapido sguardo agli astanti lo rassicurò: anche gli altri non erano felici di vedere Hodges. «Dottor Hodges», replicò, sforzandosi di comportarsi civilmente, «mi sembra evidente che siamo in riunione, quindi se ci vuole scusare…»
«Non mi importa un cavolo di quello che state facendo», sbottò l’altro. «Qualunque cosa sia, non è niente in confronto a ciò che lei e il consiglio di amministrazione avete fatto con i miei pazienti.» Mosse qualche passo verso Traynor, che istintivamente si ritrasse. La puzza di whisky che emanava era fortissima.
«Dottor Hodges», riprese Traynor, evidentemente in preda alla collera, «questo non è il momento adatto. Sarò felice di incontrarmi con lei domani e di ascoltare le sue lamentele. Adesso, se vuole essere così gentile da andarsene e da lasciarci proseguire con…»
