
«Oh, via! Che cosa intendi per ‘potere’? Questo incarico non è che un grattacapo dopo l’altro.»
«Stai gestendo qualcosa che vale cento milioni di dollari, si tratta dell’incarico più prestigioso di questa parte dello Stato. Questo è potere.»
Traynor rise nervosamente. «Già, ed è una spina nel fianco. Siamo fortunati a essere ancora in ballo. Non c’è bisogno di ricordarti che i nostri due concorrenti non esistono più: il Valley Hospital ha chiuso e il Mary Sackler è stato trasformato in casa di riposo.»
«Possiamo anche essere rimasti aperti, ma temo che i tuoi uomini d’affari stiano dimenticando la missione che ha l’ospedale.»
«Merda!» sbottò Traynor. «I vecchi medici devono adeguarsi alla nuova realtà. Non è facile gestire un ospedale, nella situazione attuale di tagli ai costi, di gestione manageriale dell’assistenza e di interventi governativi. I tempi sono cambiati e richiedono nuove strategie di adattamento per sopravvivere. È Washington a pretenderlo.»
Hodges rise in modo canzonatorio. «Washington non pretende certamente quello che in questo momento state facendo tu e i tuoi seguaci.»
«Al diavolo, se non lo fanno», reagì Traynor. «Si chiama competizione, Dennis. Sopravvivenza del più forte. Niente più giochi di prestigio per gonfiare i costi, come eravate abituati a fare voi.»
Traynor si fermò, rendendosi conto che stava perdendo il controllo. Si asciugò il sudore che gli imperlava la fronte e respirò a fondo. «Ascolta, Dennis, ora devo ritornare in sala riunioni. Tu va’ a casa, calmati, rilassati e cerca di dormire. Ci rivediamo domani e, qualsiasi cosa tu abbia in mente, la prenderemo in considerazione, va bene?»
«Sono un po’ stanco», ammise Hodges.
«Certo che lo sei.»
«Domani a colazione? Promesso? Niente scuse?»
«Assolutamente», lo rassicurò Traynor, dandogli una pacca sulla spalla. «In trattoria a mezzogiorno in punto.»
