3. ACCADEMIA



GuardalaLuna e i suoi compagni non ricordarono affatto quanto avevano veduto, dopo che il cristallo ebbe cessato di esercitare l’incantesimo ipnotico sulle loro menti e di effettuare esperimenti con i loro corpi. Il giorno dopo, uscendo in cerca di cibo, gli passarono accanto senza quasi ripensarvi; faceva ormai parte dello sfondo inosservato della loro esistenza. Non potevano cibarsene, né esso poteva divorare loro; per conseguenza non rivestiva alcuna importanza.

Giù al fiume, gli Altri fecero le consuete, inefficaci minacce. Il loro capo, un uomoscimmia con un solo orecchio, della stessa statura e della stessa età di GuardalaLuna, ma in condizioni peggiori di lui, osò persino una breve incursione verso il territorio della tribù, strillando forte e agitando le braccia nel tentativo di spaventare il nemico e di chiamare a raccolta il proprio coraggio. L’acqua del torrente non era in alcun punto più profonda di trenta centimetri, ma quanto più avanti si portava UnOrecchio, tanto più diveniva incerto e inquieto. Ben presto rallentò fino a fermarsi, e infine tornò indietro, con dignità, per riunirsi ai suoi compagni.

Per il resto, non vi fu alcun mutamento nella normale routine. La tribù raccolse quel tanto di cibo che le bastava per sopravvivere un altro giorno e nessuno perì.

E quella sera il monolito di cristallo era ancora in attesa, circondato dalla sua aureola pulsante di luce e di suono. Il programma che aveva escogitato, però, fu ora diverso in modo sottile.

Alcuni degli uominiscimmia ignorarono del tutto il cristallo, quasi che esso stesse concentrandosi sui soggetti più promettenti. Uno di costoro era GuardalaLuna; una volta di più egli sentì viticci indagatori insinuarsi nei meandri inutilizzati del suo cervello. E, di lì a poco, incominciò ad avere visioni.



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