
La sua contentezza svanì quando giunse al torrente. Gli Altri erano là. Vi si trovavano ogni giorno, ma non per questo la cosa sembrava meno esasperante.
Erano una trentina circa, e sarebbe stato impossibile distinguerli dagli appartenenti alla tribù di GuardalaLuna. Vedendolo sopraggiungere, incominciarono a danzare, ad agitare le braccia e a strillare, dal loro lato del torrente, e il popolo di GuardalaLuna rispose nello stesso modo.
Non accadde altro. Sebbene gli uominiscimmia si battessero e lottassero spesso gli uni con gli altri, le loro dispute davano luogo molto di rado a gravi ferite. Non possedendo artigli né denti canini per battersi, ed essendo ben protetti dal pelo, non potevano farsi un gran male a vicenda. In ogni caso, avevano ben poca energia in sovrappiù per un comportamento così improduttivo; ringhiare e minacciarsi era una maniera assai più efficiente per far valere i loro punti di vista.
Il confronto si protrasse per circa cinque minuti; poi l’esibizione cessò rapidamente come era cominciata, e tutti bevvero a sazietà l’acqua melmosa. Il senso dell’onore era stato appagato; ciascun gruppo aveva affermato i suoi diritti sul proprio territorio. Una questione così importante essendo stata risolta, la tribù proseguì lungo il suo lato del torrente. Il pascolo più vicino si trovava adesso a oltre un chilometro e mezzo dalle caverne, ed essi dovevano condividerlo con un branco di grosse bestie simili ad antilopi, le quali a malapena tolleravano la loro presenza. Non potevano essere scacciate, poiché erano armate con pugnali feroci sulla fronte: armi naturali che gli uominiscimmia non possedevano.
