GuardalaLuna venne a trovarsi faccia a faccia con la Nuova Pietra quando guidò la tribù giù al fiume nella prima luce dell’alba. Aveva quasi dimenticato i terrori di quella notte, perché nulla era accaduto dopo lo strepito iniziale, per cui egli non associò neppure la strana cosa con il pericolo o la paura. Essa non aveva, in fin dei conti, alcunché di allarmante.

Si trattava di un monolito rettangolare, tre volte più alto di lui, ma stretto abbastanza perché potesse cingerlo con le braccia, ed era fatto di un materiale completamente trasparente; invero, non fu facile scorgerlo, tranne quando il sole nascente scintillò sui suoi spigoli. Poiché GuardalaLuna non aveva mai veduto il ghiaccio, e nemmeno acqua limpida come cristallo, non esistevano oggetti naturali ai quali egli potesse paragonare questa apparizione. Era senz’altro piuttosto allettante, e sebbene egli fosse prudentemente circospetto di fronte a quasi tutte le cose nuove, non esitò a lungo prima di avvicinarsi. Poiché non accadeva nulla, sporse una mano e tastò una superficie fredda e dura.

Dopo parecchi minuti di intense riflessioni, pervenne a una spiegazione brillante. Era una pietra, naturalmente, e doveva essere cresciuta durante la notte. Esistevano molte piante che facevano altrettanto… piante bianche, carnose, dalla forma di ciottoli, che sembravano crescere durante le ore di oscurità. Si trattava di piante piccole e rotonde, questo sì, mentre la pietra era grande e aveva orli affilati; ma filosofi più grandi e più tardi di GuardalaLuna sarebbero stati disposti a ignorare eccezioni altrettanto notevoli alle loro teorie.

Questo esempio davvero superbo di pensiero astratto condusse GuardalaLuna, dopo tre o quattro minuti appena, a una deduzione che egli mise immediatamente alla prova. Le pianteciottoli bianche e rotonde erano molto saporite (sebbene alcune di esse provocassero violenti malesseri); forse quest’altra, così alta…?



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