Una sola volta, da quando Floyd occupava la residenza del Rettore, erano venuti meno alla loro routine. Questo il giorno dello tsunami del 2005 che, fortunatamente, aveva perduto la maggior parte della sua violenza prima di arrivare a Milo. Quando i suoi amici fossero venuti meno alle loro abitudini una seconda volta, Floyd si sarebbe affrettato a scaraventare la famiglia sull’automobile e a dirigersi verso luoghi più elevati, grosso modo nella direzione di Mauna Kea.

Per quanto i delfini fossero incantevoli, egli doveva ammettere che la loro giocosità era a volte fastidiosa. Il ricco geologo marino che aveva progettato la casa non si era mai preoccupato di bagnarsi perché di solito portava le mutandine da bagno, o anche meno. Ma vi era stata un’occasione indimenticabile in cui l’intero consiglio di amministrazione dell’Università, tutti i suoi membri in abito da sera, stava sorseggiando cocktail intorno alla piscina, in attesa dell’arrivo di un ospite illustre dal continente. I delfini ne avevano dedotto, giustamente, che sarebbero passati in secondo piano. Ragion per cui il visitatore era rimasto stupitissimo venendo accolto da un inzaccherato comitato di ricevimento i cui componenti indossavano accappatoi troppo ampi o troppo stretti; e inoltre il buffet era risultato molto salato.

Floyd si domandava spesso che cosa avrebbe pensato Marion della sua strana e splendida casa sulla riva del Pacifico. Il mare non era mai piaciuto a Marion, ma il mare aveva, in ultimo, avuto la meglio. Sebbene l’immagine stesse ormai cominciando a sbiadire lentamente, egli ricordava ancora lo schermo baluginante sul quale aveva letto anzitutto le parole:

PER IL DOTTOR FLOYD URGENTE E PERSONALE.

E poi le righe di fluorescenti caratteri a stampa che avevano cominciato a scorrere sullo schermo, marchiandogli rapidamente, a fuoco, il loro messaggio nella mente:



12 из 283