Percorrendo la preordinata traiettoria, la Discovery aveva infine raggiunto Giove. Là, orbitando tra le lune del gigantesco pianeta, Bowman si era imbattuto in un lastrone nero dalla forma identica a quella del monolito disseppellito nel cratere lunare Tycho ma centinaia di volte più grande. Aveva deciso di uscire in una capsula spaziale per esaminarlo, ed era scomparso lanciando quell’ultimo, sconcertante messaggio: «Mio Dio, è pieno di stelle!»

Ma di questo mistero dovevano occuparsi altri; la suprema preoccupazione del dottor Chandra concerneva Hal. Se esisteva una cosa che la sua mentalità per nulla emotiva odiava, quella cosa era l’incertezza. Egli non sarebbe mai stato soddisfatto finché non avesse accertato la causa del comportamento di Hal. Ancora adesso si rifiutava di definirla un difetto di funzionamento; tutt’al più poteva trattarsi di una «anomalia».

Il minuscolo cubicolo che egli utilizzava come suo sancta sanctorum conteneva soltanto una poltroncina girevole; una consollescrivania e una lavagna ai due lati della quale figuravano due fotografie. Ben pochi appartenenti al volgo sarebbero riusciti a riconoscere i ritratti, ma uno qualsiasi di coloro cui era consentito di entrare nella piccola stanza avrebbe ravvisato all’istante le sembianze di John Von Neumann e di Alan Turing, gli dèi gemelli del pantheon dell’informatica.

Sulla scrivania non v’erano libri e nemmeno fogli di carta e matite. Tutti i volumi di tutte le biblioteche del mondo divenivano immediatamente disponibili a un tocco delle dita di Chandra e lo schermo del computer costituiva il suo album degli schizzi e il suo taccuino. Persino la lavagna veniva impiegata soltanto per i visitatori; l’ultimo diagramma tracciato su di essa, e cancellato in parte, risaliva a tre settimane prima.

Il dottor Chandra accese uno dei puzzolenti sigari che faceva arrivare da Madras e che tutti giustamente ritenevano essere il suo unico vizio. Lo schermo della consollescrivania non veniva mai spento; egli si accertò che non vi stesse apparendo alcuna comunicazione importante, poi parlò al microfono.



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