Questa visita era avvenuta quando la specie umana ancora non esisteva. E sebbene la Discovery avesse subito un misterioso incidente nei pressi di Giove, non vi era prova alcuna che si fosse trattato di qualche guasto meccanico. Per quanto il TMA-1 avesse importantissime implicazioni sul piano filosofico, dal punto di vista pratico l’umanità continuava a essere sola nell’universo.

Ma ora non era più così. A soli pochi minutiluce di distanza — a un passo, dunque, secondo il metro cosmico — vi era un’intelligenza in grado di creare una stella e, per scopi misteriosi, in grado di distruggere un pianeta mille volte più grande della Terra. E, cosa ancora più preoccupante, questa intelligenza sapeva dell’esistenza degli uomini, a giudicare dall’ultimo messaggio che la Discovery aveva inviato dalle lune di Giove prima di venir distrutta dalla nascita di una nuova stella, Lucifero:

TUTTI QUESTI MONDI SONO VOSTRI — TRANNE EUROPA.

NON METTETE PIEDE SU EUROPA.

La nuova stella — che, luminosissima com’era, rischiarava a giorno le notti tranne quei pochi mesi all’anno in cui si trovava dietro il Sole — aveva portato all’umanità speranza e paura. Paura, perché l’ignoto, soprattutto quando appare dotato d’immensi poteri, suscita sempre questa emozione primordiale. Speranza, per via di come si era trasformata, per causa sua, la scena politica mondiale.

Più volte si era detto che solo una minaccia dallo spazio avrebbe potuto unire l’umanità. Se la nascita di Lucifero fosse una minaccia, non era certo; ma di sicuro era una sfida. E questo, come si vide, fu sufficiente.

Heywood Floyd aveva osservato i mutamenti geopolitici dall’ospedale orbitale Pasteur, da lontano, quasi fosse anche lui un’intelligenza aliena. Dapprima non aveva nessuna intenzione di restare nello spazio, una volta guarito perfettamente. Ma con sconcertata seccatura dei medici guarì solo dopo un tempo lunghissimo.



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