Quasi contemporaneamente — non si trattava, com’è naturale, di una semplice coincidenza — i satelliti e le fibre ottiche avevano rivoluzionato le comunicazioni. Il 31 dicembre dell’anno 2000 si giunse all’unificazione delle tariffe telefoniche, e una telefonata intercontinentale venne a costare quanto una chiamata urbana: la specie umana accolse il nuovo millennio trasformandosi in un’unica, grande famiglia loquace.

Come in tutte le famiglie, i rapporti tra i membri non erano sempre pacifici, ma si trattava di dispute che non minacciavano più l’esistenza dell’intero pianeta. Quando — per la seconda e ultima volta — si fece ricorso all’arma atomica, vennero sganciate tante bombe quante la prima volta, e cioè due. E sebbene i kiloton fossero di più, il numero delle vittime fu molto minore perché vennero bombardati campi petroliferi quasi disabitati. A questo punto i Tre Grandi — la Cina, gli Stati Uniti e l’URSS — si mossero con lodevole rapidità e saggezza isolando i Paesi in guerra fin quando i sopravvissuti non ebbero ripreso a ragionare.

Nel decennio 2020–2030 una guerra tra le grandi potenze era impensabile quanto lo sarebbe stata, nel secolo precedente, una guerra tra Stati Uniti e Canada. La causa di ciò non era da ricercarsi in un miglioramento di fondo della natura umana e nemmeno in un unico fattore determinante — se non forse nella preferenza che normalmente si ha verso la vita rispetto alla morte. Inoltre la pace non era stata in larga misura nemmeno costruita consapevolmente: prima che gli uomini politici si rendessero conto di quello che era successo, invece della macchina della guerra si era messa a funzionare, e a funzionare bene, la macchina della pace…

Non fu uno statista o un ideologo a inventare il movimento degli «Ostaggi per la pace»; esso nacque parecchio tempo dopo che qualcuno si accorse che c’erano sempre circa centomila turisti russi negli Stati Uniti e mezzo milione di americani nell’Unione Sovietica, la maggior parte dei quali intenti al loro tradizionale passatempo, e cioè quello di lamentarsi dei servizi igienici. E, cosa forse più importante, in questi due gruppi vi era una percentuale molto elevata di individui che non si potevano assolutamente sacrificare — i figli dei ricchi, dei privilegiati, dei potenti.



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