
La missione Galileo contemplava l’invio di una sonda nell’atmosfera di Giove e, per un periodo di due anni, lo studio di tutti i principali satelliti del pianeta. Il lancio sarebbe dovuto avvenire nel maggio del 1986 per mezzo dello Shuttle; l’obiettivo si sarebbe dovuto raggiungere nel dicembre del 1988. Cosicché io contavo di poter disporre di nuove informazioni su Giove e le sue lune verso il 1990…
Purtroppo la tragedia del Challenger ha vanificato questo programma; Galileo — che ora è in attesa nel Jet Propulsion Laboratory di Pasadena — dovrà trovarsi un altro vettore di lancio. E potrà ritenersi fortunato se arriverà su Giove con soli sette anni di ritardo.
Io ho deciso di non aspettare tanto.
ARTHUR C. CLARKE
Colombo, Sri Lanka
aprile 1987
PARTE I
LA MONTAGNA MAGICA
1. GLI ANNI DEL GELO
«Per un uomo di settant’anni, sei in ottima forma» commentò il dottor Glazunov alzando gli occhi dall’ultimo tabulato stampato dal Medcom. «Io non te ne darei più di sessantacinque.»
«Mi fa davvero piacere, Oleg. Tanto più che ho centotré anni, come tu sai benissimo.»
«Ecco che ci risiamo! Come se tu non avessi letto il libro della Rudenko!»
«Povera Katerina! Avevamo deciso di vederci in occasione del suo centesimo compleanno. Mi è spiaciuto molto che non ci sia arrivata… Ecco che cosa succede a passare troppo tempo sulla Terra.»
«E, ironia della sorte, era stata lei a inventare lo slogan famoso «È la gravità che porta la vecchiaia».»
Il dottor Heywood Floyd osservò pensieroso il mutevole panorama del bel pianeta, solo seimila chilometri lontano, su cui non avrebbe mai più potuto rimettere piede. Per un’altra e più vistosa ironia della sorte, a causa di uno stupidissimo incidente, lui stava benissimo quando invece praticamente tutti gli amici suoi coetanei erano morti.
