
«Ma i canali di Europa non sono illusori, sebbene ovviamente non siano artificiali. Inoltre, sono davvero pieni d’acqua — o, per lo meno, di ghiaccio. Infatti questo satellite di Giove è completamente ricoperto da un oceano profondo in media una cinquantina di chilometri.
«Europa è molto lontana dal Sole, e quindi la temperatura alla superficie è molto bassa — diciamo centocinquanta gradi sotto zero. Dunque ci saremmo aspettati di trovarla tutta ricoperta da un immenso strato di ghiaccio.
«Invece non è così per via dell’intenso calore generato all’interno del satellite dal gioco delle attrazioni gravitazionali. È questa l’origine dei grandi vulcani che troviamo su un altro satellite di Giove, Io.
«Ecco quindi che il ghiaccio si scioglie, si rompe, si ricongela in continuazione, formando spaccature e crepacci simili a quelli che vediamo nel pack dei poli terrestri. È questa intricata rete di crepacci che ora sto guardando; per la maggior parte si sono formati molto tempo fa, forse milioni di anni fa, e questi appaiono più scuri. Ma altri sono di un bianco purissimo: sono quelli che si sono aperti recentemente, e questi sono ricoperti da una crosta di ghiaccio spessa solo qualche centimetro.
«La Tsien è atterrata proprio accanto a uno di questi crepacci di recente formazione — quello lungo millecinquecento chilometri che abbiamo battezzato Grande Canale. Immagino che i cinesi intendano rifornire d’acqua i serbatoi di propellente, in modo da poter esplorare i satelliti di Giove e quindi ripartire per la Terra. L’operazione potrebbe non essere facile, ma sicuramente avranno studiato con grande cura il luogo scelto per l’atterraggio e sanno quello che fanno.
«È chiaro, adesso, perché hanno voluto correre un simile rischio — e perché avanzano pretese su Europa. Europa è un ottimo punto di rifornimento, e potrebbe rappresentare la chiave di tutto il sistema solare…»
