Non c’era molto che potesse raccontare ai medici e agli storici che non fosse registrato da qualche parte della gigantesca banca dati del genere umano, ma spesso era in grado di offrire loro scorciatoie e nuove prospettive riguardo agli eventi della sua epoca. Benché lo trattassero con il massimo rispetto e ascoltassero pazienti quando cercava di rispondere alle loro domande, sembravano restii a rispondere alle sue. Poole cominciò a pensare che lo proteggessero eccessivamente da uno shock culturale e si chiese un po'’ per scherzo e un po'’ sul serio come sarebbe potuto fuggire dalla sua suite. Nelle rare occasioni in cui era rimasto solo, non si meravigliò di scoprire che la porta era chiusa a chiave.

Poi l’arrivo della dottoressa Indra Wallace cambiò tutto. Nonostante il nome, la sua componente razziale di maggior rilievo sembrava essere quella giapponese e, a volte, con un po'’ di immaginazione Poole poteva raffigurarsela come una geisha non più giovanissima. Non era certo un personaggio adatto a una storica di grande fama, titolare di una Cattedra Virtuale in un’università che poteva ancora vantare un notevole prestigio. Era la prima visitatrice in possesso di una conoscenza appropriata dell’inglese di Poole, per cui per l’astronauta fu un vero piacere conoscerla.

«Signor Poole», cominciò con una voce molto professionale, «sono stata incaricata di farle da guida ufficiale e… per così dire… da mentore. Ed ecco le mie qualifiche… sono specializzata nel suo periodo… la mia tesi è stata Il collasso della nazionestato, 2000–2050. Credo che potremo collaborare sotto molti aspetti.»

«Certo che possiamo. Prima di tutto mi piacerebbe che lei mi portasse fuori da qui in modo che possa vedere un po'’ del vostro mondo.»

«Esattamente quel che intendiamo fare. Ma prima dobbiamo darle una Identità. Fino ad allora lei sarà… come si dice?… una non persona. Le sarebbe pressoché impossibile andare in giro o fare qualsiasi cosa. Nessun congegno d’identificazione riconoscerebbe la sua esistenza.»



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