
Poi giunse abbastanza vicino da poter essere esaminato a vista, e il capitano Chandler comprese, con intimorita sorpresa, che qualche paziente storico stava ancora controllando i reperti più antichi dell’era dello spazio. Peccato che i computer gli avessero fornito la risposta solo qualche anno dopo i festeggiamenti del Millennio!
«Qui Goliath», Chandler trasmise alla Terra, con una sfumatura di orgoglio e anche di sussiego nella voce. «Stiamo accogliendo a bordo un astronauta millenario. E ho l’impressione di sapere di chi si tratti.»
2. RISVEGLIO
Frank Poole si svegliò, ma non ricordava. Non era sicuro nemmeno del proprio nome.
Sì, era in una stanza d’ospedale: benché avesse gli occhi ancora chiusi, glielo suggerì una sensazione tra le più primitive ed evocatrici. Ogni respiro gli portava un odore tenue e non del tutto spiacevole di disinfettante nell’aria e suscitava ricordi di un tempo in cui… ma certo!… da adolescente spericolato si era fratturato una costola durante i campionati di volo con il deltaplano in Arizona.
Adesso tutto gli tornava in mente. Sono il vicecomandante Frank Poole, ufficiale in seconda, USSS Discovery, in missione di massima segretezza diretto verso Giove…
Ebbe la sensazione di una mano gelida che gli avesse afferrato il cuore. Ricordò, facendo scorrere la scena al rallentatore, la capsula spaziale che gli precipitava addosso, con gli artigli metallici protesi. Poi l’impatto senza rumore — e il sibilo non più così silenzioso dell’aria che usciva dalla sua tuta. Dopo di che un ultimo frammento di memoria — una vorticosa, irrimediabile rotazione nello spazio, mentre cercava invano di riattaccare il collettore d’aria spezzato.
Be’, qualunque fosse stato il misterioso incidente occorso ai controlli della capsula spaziale, adesso era sano e salvo. Probabilmente Dave aveva effettuato una rapida sortita dalla capsula e lo aveva recuperato prima che la mancanza d’ossigeno danneggiasse in modo permanente il cervello.
