
Baley pensò: "Dio mio, che dirò a Jessie?".
La vista dell’automa aveva allontanato quel pensiero dalla sua mente, ma ora ci tornava con terribile urgenza; stavano decelerando, e l’arteria locale li avrebbe presto portati nelle fauci del Lower Bronx. Il settore di Baley.
Disse: «Daneel, tutto quello che vedi è un unico edificio. L’intera Città, con i suoi venti milioni di abitanti, è un gigantesco blocco senza interruzioni, con le strade celeri che lo percorrono a cento chilometri all’ora. Ci sono quasi quattrocento chilometri di corsie veloci; per non parlare delle centinaia e centinaia di strade locali».
Fra poco, Baley pensò, mi vanterò di quante tonnellate di lievito consuma ogni giorno la Città di New York e di quanti metri cubi d’acqua beve. E quanti megawatt per ora producono le pile atomiche.
Daneel disse: «Ho ricevuto queste e altre informazioni insieme alle istruzioni».
Baley pensò: "Probabilmente sa tutto del nostro cibo, le nostre bevande e la nostra situazione energetica. Perché tentare di impressionare un robot?".
Si trovavano sulla 182a Strada Est, e fra meno di duecento metri avrebbero trovato i montacarichi che servivano gli strati di appartamenti del settore. Fra gli altri, quello di Baley.
Era sul punto di dire "Da questa parte", quando fu bloccato da un gruppo di persone che si accalcavano davanti alla porta d’energia di uno dei negozi che si aprivano al pianoterra del settore.
Baley chiese alla persona più vicina che cosa succedesse, e per farlo sfoderò automaticamente un tono autoritario.
L’uomo a cui si era rivolto, che stava in punta di piedi, rispose: «Sia dannato se lo so. Mi trovavo qui per caso».
Qualcuno disse, eccitato: «Hanno portato quei maledetti R. anche qui! Penso che cercheranno di sbolognarceli. Dio, come ne farei a pezzi uno volentieri!».
Baley dette un’occhiata nervosa a Daneel, ma se questi aveva capito il senso della frase non lo diede assolutamente a vedere.
