
«Chi è Jessie?»
«Mia moglie.»
"Per la valle di Giosafatte" pensò Baley. "Sono dell’umore giusto per affrontare Jessie."
IV
Presentazione di una famiglia
Era stato il suo nome ad accendere la fantasia di Elijah Baley, quando l’aveva conosciuta alla festa di Natale dello ’02. Si trovavano ai due lati opposti di una coppa di punch; lui aveva appena finito le scuole e aveva ottenuto il primo lavoro per conto della Città. Si era trasferito da poco nel settore e viveva in un angolo da scapolo nella Stanza Comune 122 A. Non male, come angolo da scapolo.
Lei era quella che distribuiva il punch. «Mi chiamo Jessie» si presentò. «Jessie Navodny. Non ti conosco.»
«Baley» rispose lui. «Lije Baley. Mi sono appena trasferito nel settore.»
Prese il bicchiere di punch e sorrise macchinalmente. Lei sembrava una persona allegra e amichevole, così le rimase vicino. Lije era nuovo, ed è deprimente partecipare a una festa dove tutti si raccolgono in capannelli e chiacchierano fra loro ma nessuno ti bada. Più tardi, quando avesse bevuto abbastanza, le cose sarebbero andate meglio.
Nel frattempo rimase vicino alla coppa del punch, osservando la gente che andava e veniva bevendo.
«Ho dato una mano a preparare il punch» disse all’improvviso la ragazza. «Posso garantire. Ne vuoi un altro po’?»
Baley si accorse che il bicchiere era vuoto. Sorrise e disse: «Sì».
La ragazza aveva una faccia ovale e non proprio perfetta, soprattutto a causa del naso largo. Il vestito che indossava era modesto e i capelli castani erano intrecciati ad anelimi sulla fronte.
Bevve anche lei un altro punch e Lije si sentì meglio.
«Jessie» disse, assaporando il nome con la lingua. «È carino. Ti dispiace se ti chiamo così, senza tante formalità?»
